Portogallo dìa 3 – Volevo fare il koala a Goìs

Allontanandoci da Lisbona siamo entrati in un Portogallo verde e selvaggio, poche auto, poche persone.
Le foreste di eucalipto della valle di Lousã profumano in un modo delizioso ed io vorrei tanto essere un koala oggi.
E invece no, altrimenti avrei mangiato foglie al posto di un mix di carne di maiale e vongole. Non ci ho nemmeno provato a chiedere verdure, il locandiere sembrava uscito da un libro di Tabucchi, parlava solo portoghese, la scelta dei piatti era: “carne du porcu a Alentejana” cioè maiale, vongole e patate, oppure baccalà alla brace. Stop. Finito.
Il paese dove siamo a dormire é in montagna, si chiama Comareira, ha una casa; non due, tre: una. La nostra.
Poi ci sono gli eucalipto e, a valle, un paese: Ponte de Sotão.
C’era una festa, di quelle con le luci sulle case, i festoni, la chiesa illuminata. Anziani, adulti e ragazzi seguivano una jeep che trainava un carretto, “Il rally del Portogallo” l’hanno chiamato. Tempo un minuto ed anche io e Mr.D. ci siamo uniti al gruppo: fisarmonica, bicchiere di vino rosso di quelli che fanno viola le labbra, pane e jamòn. E chi li ammazza questi.

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