New York day 7: pedalare come un hipster?

Che poi, cosa davvero sia un hipster non mi é ancora molto chiaro.

É una corrente di pensiero? É un modo di essere, vestire, apparire, andare in bicicletta?
É tutte queste cose, come tutte le “mode”? Sono un po’ confusa a riguardo e, sinceramente, non mi interessa capirlo.
So che però oggi abbiamo pedalato un sacco e siamo andati a Brooklyn, precisamente a Williamsburgh che, per la cronaca, é la patria degli hipster.
Per la definizione vi rimando a Wikipedia, io ora non ho tempo. Devo raccontarvi del cibo.

Pedalare mette appetito quindi, sulla strada, Mr.D. ha preso una bella “italian sausage” defaticante.

Cosa c’era dentro? Il solito: spezie piccanti e l’immancabile mostarda.

Arrivati a Williamsburgh abbiamo gironzolato un po’ fermandoci per una birra in un locale fichissimo!

Un po’ troppo carnivoro per i miei gusti, visto che alle pareti c’erano dei dipinti con i vari tagli di carne di maiale, mucca e pecora…però la birra artigianale era, a detta di D., deliziosa!
A me piacevano le spillatrici…rubinetti che escono direttamente dalle piastrelle.

Birretta bevuta, ci siamo messi in cerca di un posto per il pranzo.

Ancora una volta le polpette ci sono piovute dal cielo: “Meatball shop” ha un negozio anche in questa parte della cittá!
Come da copione, veggie con polenta per me e maiale con purè per Mr.D: una bontà.
Dedicherò un po’ della mia cucina invernale alle polpette. Deciso.

Se vi capitasse di fare un viaggio a NY, dedicate del tempo a Brooklyn e a Williamsburgh, ne vale la pena. Certo, ci vuole un sacco di tempo per poter dire di “avere visitato New York”; Manatthan é immensa e i dintorni…ancora di più.

Noi, purtroppo, abbiamo voluto dedicare solo una mezza giornata al di fuori dell’isola ma, tornassimo qui, sicuramente ci prenderemmo molto più tempo per Brooklyn e il Queens.

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