Giorno 8 – Le isole Orcadi e il whiskey

Ciao ciao Scozia, ci rivediamo tra qualche giorno!

Da oggi siamo su isole ancora più piccole: le Orcadi, un arcipelago situato a largo della punta più a nord.
Paesaggi come quelli che stiamo vedendo qui aprono il cuore e i polmoni, non saprei come spiegarlo meglio di così, mi aiutano a respirare.
Le Orcadi sono piccolissime, piene di prati, mucche, pecore e, piccolo dettaglio, per via del forte vento non ci sono alberi; noi siamo su Mainland, l’isola più grande…che é tutto dire.

Appena sbarcati ci siamo infilati in un piccolissimo café, l’unico nel paesino di Saint Margaret’s Hope e, udite udite, hamburger vegetariano per la sottoscritta! Yuppi, almeno per oggi non pranzerò a cheddar e patate fritte!

Dal 1798 sulle Orcadi esiste una delle migliori distillerie di whisky scozzese, la Highland Park: per ben due volte il suo distillato al malto invecchiato 18 anni è stato ufficialmente consacrato il migliore del mondo.
Non sapevo quasi nulla su questo liquore e, tra l’altro, nemmeno mi piace…però mi incuriosiva l’idea di capire come venisse prodotto e cosa gli conferisse tutto quel valore.

Vi risparmio i tecnicismi (per questo ecco il loro sito – www.highlandpark.co.uk) ma vi consiglio, se vi capiterà, un giro in una distilleria. La nostra guida, Ross, un trentenne italo-australiano, in pochi minuti ci ha fatti appassionare alla questione, aveva gli occhi che si illuminavano mentre raccontava la delicatezza dei processi ai quali é sottoposto l’orzo o di quanto sia importante la perfetta costruzione delle botti per invecchiare il futuro whisky.

Una delle loro botti -vuota- costa 7.000£ -circa 8.500€- questo perché il legno proviene solo da querce spagnole o del Missouri e, una volta finite, le botti devono aver contenuto per due anni dello sherry, così da dare al whisky un aroma ben preciso, lo sapevate? Io no.
Cosa stavate facendo nel 1998, nel 2005 o nel 2006? Io, nell’ordine, avevo il mio primo attacco di panico, facevo uno dei viaggi migliori con le mie due amiche di sempre e frequentavo ancora l’università :-). Questo whisky, invece, se ne stava lì, fermo, ad impregnarsi di aromi di legno, vaniglia, sherry e ad invecchiare.

Ovviamente la visita é terminata con la degustazione: per la prima volta in vita mi ho assaggiato whisky invecchiati 12, 15 e 18 anni. É stato emozionante pensare che, quando ad Highland Park chiudevano la botte, io avevo 12 anni!

Ho seguito per filo e per segno i consigli di Ross, ho fatto respirare il whisky, l’ho respirato io, ne ho assaggiato il sapore, ho aggiunto qualche goccia d’acqua (guai a mettere il ghiaccio!) poi ho assaggiato di nuovo per sentirne la differenza ed avvertire l’aroma diventare più morbido.
Un’ora dopo aver finito la visita Mr.D. ed io dormivamo beati in un prato in riva al mare…:-)

 

 

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Giorno 8 – Le isole Orcadi e il whiskey

Ciao ciao Scozia, ci rivediamo tra qualche giorno!

Da oggi siamo su isole ancora più piccole: le Orcadi, un arcipelago situato a largo della punta più a nord.
Paesaggi come quelli che stiamo vedendo qui aprono il cuore e i polmoni, non saprei come spiegarlo meglio di così, mi aiutano a respirare.
Le Orcadi sono piccolissime, piene di prati, mucche, pecore e, piccolo dettaglio, per via del forte vento non ci sono alberi; noi siamo su Mainland, l’isola più grande…che é tutto dire.

Appena sbarcati ci siamo infilati in un piccolissimo café, l’unico nel paesino di Saint Margaret’s Hope e, udite udite, hamburger vegetariano per la sottoscritta! Yuppi, almeno per oggi non pranzerò a cheddar e patate fritte!

Dal 1798 sulle Orcadi esiste una delle migliori distillerie di whisky scozzese, la Highland Park: per ben due volte il suo distillato al malto invecchiato 18 anni è stato ufficialmente consacrato il migliore del mondo.
Non sapevo quasi nulla su questo liquore e, tra l’altro, nemmeno mi piace…però mi incuriosiva l’idea di capire come venisse prodotto e cosa gli conferisse tutto quel valore.

Vi risparmio i tecnicismi (per questo ecco il loro sito – www.highlandpark.co.uk) ma vi consiglio, se vi capiterà, un giro in una distilleria. La nostra guida, Ross, un trentenne italo-australiano, in pochi minuti ci ha fatti appassionare alla questione, aveva gli occhi che si illuminavano mentre raccontava la delicatezza dei processi ai quali é sottoposto l’orzo o di quanto sia importante la perfetta costruzione delle botti per invecchiare il futuro whisky. 

Una delle loro botti -vuota- costa 7.000£ -circa 8.500€- questo perché il legno proviene solo da querce spagnole o del Missouri e, una volta finite, le botti devono aver contenuto per due anni dello sherry, così da dare al whisky un aroma ben preciso, lo sapevate? Io no.
Cosa stavate facendo nel 1998, nel 2005 o nel 2006? Io, nell’ordine, avevo il mio primo attacco di panico, facevo uno dei viaggi migliori con le mie due amiche di sempre e frequentavo ancora l’università :-). Questo whisky, invece, se ne stava lì, fermo, ad impregnarsi di aromi di legno, vaniglia, sherry e ad invecchiare.

Ovviamente la visita é terminata con la degustazione: per la prima volta in vita mi ho assaggiato whisky invecchiati 12, 15 e 18 anni. É stato emozionante pensare che, quando ad Highland Park chiudevano la botte, io avevo 12 anni!

Ho seguito per filo e per segno i consigli di Ross, ho fatto respirare il whisky, l’ho respirato io, ne ho assaggiato il sapore, ho aggiunto qualche goccia d’acqua (guai a mettere il ghiaccio!) poi ho assaggiato di nuovo per sentirne la differenza ed avvertire l’aroma diventare più morbido.
Un’ora dopo aver finito la visita Mr.D. ed io dormivamo beati in un prato in riva al mare…:-)

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