Giorno 6 – Loch Ness, l’hamburger a 9 strati e le foche

Da oggi si inizia ad andare verso nord; la strada che abbiamo scelto di fare da Kyle of Localsh ad Ullapool passa per l’Eilean Donan Castle, Loch Ness e per la città di Inverness.

Ci siamo fermati in tutti e tre i punti ma, devo ammettere, per ragioni diverse, mi hanno un po’ delusa.
Il castello di Eilean Donan é famosissimo, sicuramente l’avrete già visto in qualche foto o film, avete presente Highlander, il film con la colonna sonora dei Queen? Ecco, é quello.
Siamo entrati nel castello, abbiamo visto i video, letto la storia di chi é nato, ha combattuto ed é morto lí dal 1200 ad anni molto recenti, abbiamo girato per le stanze e tra le mura e, la sensazione che mi é rimasta addosso, é di pesantezza.
É tutto “troppo”, soprattutto la parte finale nella quale mettono in mostra la vita degli ultimi nobili che hanno abitato il castello, dalle foto potevano essere gli anni 70-80.
Ora é un sito turistico ed ambita meta per celebrare matrimoni scozzesi.
In molti magari avranno da ridire leggendo questo post ma credo che il tentativo di celebrare questo castello in modo così esagerato abbia reso, a mio avviso, l’atmosfera soffocante. É un ambiente piccolo, con corridoi molto stretti (faticavamo a passare in alcuni punti), pieno di turisti e con oggetti sparsi in giro tipo bazar.

La strada proseguiva poi in direzione di Loch Ness, inutile raccontarvi perché questo posto sia cosi famoso, abbiamo costeggiato il lago domandoci che cosa avessero realmente visto quei due inglesi in vacanza sul lago negli anni ’30 e se fosse possibile che uno o più esemplari di una specie preistorica siano sopravvissuti fino ai giorni nostri.

Secondo me sì 🙂
Anche qui una mezza delusione, ci sono Loch infinitamente più belli, qui spopola l’icona di Nessie, il fantomatico mostro del lago; hanno creato perfino Nessie Land, una sorta di parco-divertimenti a tema. Tristezza.
Lasciate le sponde del lago abbiamo raggiunto Inverness, l’abbiamo attraversata ma non ci siamo fermati molto, dopo essere stati in posti abbastanza isolati la “città” ci ha fatto un effetto strano. Via, via!
Fuori dai grossi centri non c’è molto, ogni tanto si incontra un gruppo di case ma non credo si possano definire villaggi. In uno di questi abbiamo trovato Out of the blue, un furgoncino che vendeva panini.
Dopo averci mangiato, mi sento di dire che chiamarlo “furgoncino” sia riduttivo, così come definirli semplicemente “panini”. Erano hamburger deliziosi, ingredienti freschi e, nonostante la quantità di cose si sentivano perfettamente i vari sapori.
Mr.D. ha scelto quello più semplice, vi elenco gli strati dal basso verso l’alto:
maionese, pomodoro, insalata, hamburger di angus numero uno, fetta di cheddar da un centimetro, hamburger di angus numero due, fetta di bacon, fetta di black pudding (farina d’avena e sangue di maiale, pensate ad un sanguinaccio) e, ciliegina sulla torta, una bella spruzzata di mostarda inglese.

Dopo questo pranzo, stando molto attenti ai colpi di sonno, abbiamo raggiunto Ullapool.

Per il momento mi sento di dire che sia il villaggio più bello incontrato fino ad ora: poche case in riva al mare, quasi tutte bianche, quattro strade, una chiesa rossiccia, pochi negozi essenziali ed alcuni locali per bere e mangiare.
La parte più spettacolare però stato il tramonto, in pochi minuti la luce é cambiata, le nuvole da grigie e azzurre sono diventate lilla e rosa ed hanno illuminato tutto ciò che c’era sul molo: pescatori, barche, gabbiani e….foche!!!

 

 

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