Giorno 4 – Isola di Skye e cambio di rotta nei post

Secondo me fa freddissimo! Questa mattina, mentre aspettavamo il traghetto per l’isola di Skye, c’erano 14 gradi anche con il sole che splendeva.

Della luce vi ho già raccontato ieri, ciò che mi ha stupito oggi é l’impressionante varietà di verde che possono assumere le colline a seconda di come il sole le illumina.
Riflettendo su questi post che sto scrivendo e che vorrei pubblicare giorno per giorno (se avrò internet), ho pensato di non dare piu troppi dettagli tecnici di viaggio -esistono blog di viaggiatori molto più bravi di me nel fare questo- non sono forte nel ricordarmi i chilometri, le tappe, le cose furbe da segnalare, ho già dimenticato la metà dei nomi dei paesi per i quali siamo passati oggi (ma solo perché sono difficili…).
Vorrei solo raccontare di cibo e sensazioni, sarà banale ma cosa ci posso fare se viaggiando mi sento bene, molto più che a casa? Anche se sono stanca, se non ho un gran guardaroba di scarpe e vestiti e se non tutto é agevole come potrebbe essere. In viaggio nessuno ha delle aspettative nei miei confronti, mi sembra anche di essere più propensa ad aprirmi alle persone: a casa non sempre mi riesce, un po’ é il mio modo di fare, un po’ é il desiderio di non essere analizzata e, di conseguenza, facilmente giudicata (questo é stupido, lo so), un po’ sono i rapporti che si logorano e mi fanno stare male e, per non soffrire, sorrido alle circostanze e mi chiudo ancora di più.
L’altra sera a Mallig é arrivato un tizio al pub, ci ha invitati ad una festa, suonavano dal vivo, ci ha visti lì da soli e ci ha chiesto di partecipare, sarebbe successo a casa? Ne dubito.
A casa siamo tutti troppo impegnati a “Vedere gente -interessante-, muoverci, conoscere, fare delle cose”, per chiedere a qualcuno “Oh, c’é un concerto, ti va di venire?”.
Bon basta, passiamo al cibo perché oggi ci sono stati due quasi flop vegetariani 🙂
Il primo é stato questo: a pranzo ho chiesto delle patate con qualche fetta di formaggio e mi é arrivato questo ciotolone di cheddar e patate fritte… 🙂
Qui a Skye ci sono un sacco di turisti in bici, devono essere veramente motivati perché il tempo cambia ogni 15 minuti, passa dalla pioggia fittissima e gelata al sole che ti fa mettere in maglietta.
Ci siamo fermati in un café ad Elgog, ero infreddolita ed inumidita perché, nonostante la pioggia, non rinuncio a scendere dall’auto e la mantella ripara…ma non del tutto. Abbiamo ordinato due tazze di caffè nero bollente con una mattonella di burro e cioccolato, dopo di noi sono arrivate due signore sui 60 anni, cicliste, raggianti e tranquille nonostante fossero zuppe dalla testa ai piedi! Meravigliose.

Poi la pioggia si é fermata, abbiamo tentato di visitare la distilleria del whiskey Talisker ma l’attesa superava le due ore, andremo da un’altra parte, la Scozia é la patria di questo distillato e dubito che faremo fatica a trovarne un’altra.

A me non piace il whisky ma sono curiosa di capire come venga prodotto. Qualche anno fa, a Dublino, avevo visto una fabbrica di birra, ma questa mi manca.
In serata siamo arrivati a Portree, il maggior centro dell’isola. Non è stato facile trovare un posto per cenare, erano tutti pieni, essendo un grosso villaggio richiama molti turisti. Ci siamo infilati su per le scale di un edificio seguendo un cartello che recitava “ristorante centrale” ed abbiamo trovato una sala piccolissima, due camerieri gentili ed un menù semplice composto da poche portate tra le quali quattro prive di carne e pesce. Non é stato il massimo, lo ammetto, ma non mi é andata poi così male.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *